Stufo, ma sempre più me stesso

Non li sopporto… Non sopporto più la gente, qui nel mio quartiere, qui nella mia città, qui nel mio paese. È sicuramente un periodo di forte stress per me, tra tesi universitaria ed altri impegni e la mia pazienza può andare a farsi una bella passeggiata, ma questo pensiero ormai diventa più veritiero: Non siamo degni di questo paese, tra idee piene di stereotipi e comportamenti superficiali. Io non voglio andare via perché qui c’é crisi, ma perché non sopporto più le persone! Ovunque mi giro trovo discorsi fondati solo e solamente da una mentalità malsana, la quale ci ha portato alla “crisi”, modi di fare stimolati sempre da questa mentalità e rullo di tamburi…. ci meritiamo tutto questo, tutta questa merda, perché pochi si salvano e molti ahimè distruggono. Voglio andare a vivere in Nord Europa, perché ho una splendida ragazza norvegese e perché lì si respira un’aria diversa. Voglio lavorare per qualche testata giornalistica che si occupi di natura e della sua salvaguardia, voglio tenere in vita questo meraviglioso mondo, voglio fare qualcosa che conta.. veramente. Voglio perdermi in terre selvagge per trovare me stesso sempre di più.

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TRUMPò so c…. 

​Con Trump si è innescata la bomba finale secondo me. È tutto giusto, fa parte del nostro destino, con lui andremo alla fine di questo lungo periodo di superficialità. Con lui si andranno ad infrangere le speranze che ha dato il trattato di Parigi sulle condizioni ambientali della terra. Con lui si andranno a spingere oltre il limite le industrie petrolifere e delle altre forme di combustioni fossili. Il mondo ahimè si ribellerá, giustamente, come sta iniziando a ribellarsi tutt’ora. 

(non avrei votato nemmeno la Clinton)

SALVA IL MONDO, #CAMBIAMENTOCLIMATICO

Punto di non ritorno è il documentario girato dalla National Geographic, con protagonista l’attore premio Oscar Leonardo DiCaprio. Il punto è semplice: bisogna cambiare! Questo filmato mostra le tragedie ambientali che sta attraversando il nostro pianeta, ma anche le possibilità di intraprendere un’altra via e adottare le apposite strutture che possono aiutare il mondo a salvarsi. Consiglio personale è quello di attuare sempre modifiche individuali, perché il cambiamento parte sempre da se stessi.

ADRENALINA E LIBERTÀ: INTERVISTA A MENTE NOMADE, TRAVEL BLOGGER

Mente Nomade, alias Edoardo Massimo Del Mastro, è un blogger e viaggiatore solitario che sta pian piano spopolando nei social network con i suoi racconti e le sue foto da mozzare il fiato. Per Wild Italy ho raggiunto questa nuova promessa dei “globe trotter” per parlare del suo lavoro e della sua voglia di andare “in quei posti che ancora non sono stati deturpati dall’uomo”

Sicuramente sei un esempio per chi ha voglia di partire, anche da solo perché no, ma nello stesso tempo ha paura di farlo, paura di fare quel passo in più, paura di superare quel limite totalmente mentale che una volta superato ci svela la nostra forza. Spiegaci la tua di forza, un po’ nomade un po’ folle, ma senza dubbio positiva.

Descrizione perfetta. Il discorso è prettamente mentale, viaggiare in solitaria lo possono fare tutti. Ci sono molti uomini, ma anche molte donne, che lo fanno e ringraziando Dio non hanno avuto mai nessun tipo di problema. Ovviamente per viaggiare da soli è necessario prepararsi al meglio, attrezzature e indumenti adatti per ogni evenienza sono indispensabili, ma cosa molto più importante è avere un piano B nel caso non andasse a buon fine il piano originale. Per quanto mi riguardmentenomade-principalea, quando ho deciso di prendere e partire, ero in un periodo nel quale dovevo ritrovarmi, dato che avevo perso il mio lavoro ed ero appena uscito da una relazione molto importante. Molti conoscenti mi hanno consigliato di riordinare la testa con mezzi che possono aiutare come la preghiera o la meditazione, ma io ero molto fermo sulla mia decisione iniziale e una volta in viaggio ho ritrovato la mia forza, anzi ho scoperto nuovi lati di me e a quel punto ho avuto il tempo anche di pregare e meditare.

Come nasce il nome “MENTE NOMADE”?

Premetto che non ho niente contro località come Ibiza o Mykonos o con quelli che ci vanno. Il fatto è che mentre i miei amici programmavano viaggi in questi luoghi, io viaggiavo con la testa in posti non così pubblicizzati, come per esempio l’Alaska, e mi dicevo “perché non spendere 2000 euro e divertirmi lì”? Mente Nomade è proprio questo, è seguire la propria mente e il proprio cuore, entrambi liberi dal volere della società.

Cosa facevi prima di cominciare questa splendido lavoro e qual è stata la molla che ti ha fatto dire “basta, prendo e parto”?

Avevo in gestione un bar, quindi una vita totalmente differente da quella di adesso. Era ed è un lavoro che rispetto tantissimo, ma che mi ha tolto la possibilità di stare con la mia ex compagna e di stare accanto a mio figlio che in quel periodo era appena nato. Una volta lasciatomi con la mia ex, precisamente 6 anni fa, ho deciso che il barista non era il lavoro che volevo fare in quel momento della mia vita e, poco dopo, ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso che mi fa stare più tempo vicino a mio figlio e che mi fa godere i migliori panorami del mondo.

Famiglia e amici come hanno preso questa tua decisione?

Allora, gli amici bene, abbiamo viaggiato molto insieme da sempre, quindi il fatto di viaggiare da solo non li ha spaventati più di tanto. La mia famiglia un po’ meno. Chiaramente i miei genitori sono stati, sono e saranno quelli più preoccupati per me. Mia madre me lo fa presente ogni volta, mentre mio padre si nasconde di più, anche per non farsi vedere troppo emotivo davanti a lei. Sono fortunato però, perché loro hanno accettato questa mia scelta quando mi hanno visto finalmente felice. Per loro conta solo questo. Mio figlio, invece, ancora è piccolo per capire a pieno quello che faccio e se sto via per una settimana non gli cambia tanto. Io, al contrario, ogni volta che mi metto a
sedere sul sedile dell’aereo, il mio primo pensiero va a lui.

E insomma, prendi e parti, prima destinazione Germania, precisamente in Baviera. Perché proprio li?

Avevo in mente un viaggio relativamente vicino da fare in macchina. La Svizzera e l’Austria già l’avevo visitate e quindi mi sono detto “perché non immergermi nel verde delle montagne della Baviera?”. Il giorno dopo il mio compleanno ho preso tutti i soldi che avevo, 1 bicicletta, 1 tenda e sono partito.

Cosa ti ha regalato questo primo viaggio?

È stato un viaggio che mi ha regalato emozioni belle e forti, ma anche malinconiche, perché ho continuato a pensare a quello che mi era successo e che pian piano mi stavo lasciando alle spalle. A livello paesaggistico la Baviera è un posto che raccomando a tutti, sta a due passi dall’Italia, e ingiustamente la trascuriamo. In particolare, non si possono non visitare i magnifici Castelli di Ludwig II, come per esempio il Neuschwanstein (il ”castello delle favole”) che ha ispirato appunto il logo della Walt Disney. All’interno si capisce ancora di più il perché del suo nome, vista la quantità di quadri romantici che raffigurano coppie famose del passato, una su tutte quella di Romeo e Giulietta.stonehnge

Tornato e già con la voglia di ripartire per un’altra località. Un po’ come i tatuaggi: dopo il primo si susseguono per forza altri. Da lì Bristol-Stonehenge, la bicicletta tuo unico mezzo di trasporto, dall’aeroporto in poi è stata tutta una pedalata, sempre più verso la libertà e alla scoperta di questi posti ricchi di mistero. Com’è andata?

Sono sempre stata una persona che, volendo o no, ha affrontato le sue sfide con quel pizzico di difficoltà in più. Bristol-Stonehenge sono stati 61 chilometri percorsi, e lo dico con imbarazzo, in 10 ore. Bristol è una città fantastica, ha un famoso porto che era base di scambi di merce tra l’Irlanda e l’Inghilterra, e il resto sono pianure.

L’intoppo appunto, è che in certi zone aveva dei dislivelli importanti, il che per una persona non molto allenata non è il massimo, infatti appena si presentava una salita abbastanza alta scendevo dalla bicicletta e la percorrevo a piedi, trainando la stessa bicicletta che mi aveva portato e sopportato fino a quel momento.

È stato uno dei viaggi più duri che ho mai affrontato perché a metà strada tra i due posti, il navigatore ha dato forfait e mi segnalava sempre gli stessi chilometri che mi mancavano da diverse ore. In quel momento mi sono scoraggiato, mi sono fermato e ho buttato la mia roba per terra, pensando di rinunciare alla mia corsa e al mio desiderio di vedere quei monumenti che mi hanno attratto fin quando ero bambino. Proprio in quell’istante, ripensando a quel desiderio, a quella voglia fanciullesca mi sono rialzato e al calar del buio ho continuato a pedalare finché il mio navigatore per magia si è ripreso e mi segnalò che mancavano solo 18 chilometri. Dico ”solo” perché sono letteralmente volati.

Anno 2015, non si perde tempo: in 12 mesi 3 viaggi. Irlanda e soprattutto l’Isola di Ghiaccio, l’Islanda, sono stati due posti che ti hanno lasciato il segno, soprattutto l’ultimo perché sicuramente ti mette faccia a
faccia con madre natura. Terzo ultimo viaggio Barcellona, un viaggio inaspettato fino all’arrivo in aeroporto da quanto ne so. Ci puoi descrivere questi posti e le sensazioni che hai percepito? E se tu avessi la possibilità, sceglieresti di vivere nel Nord Europa o nel Sud Eu
ropa?

Qualsiasi viaggio mi lascia emozioni stupende. Mi sono piaciuti tutti e tre i posti.

islandaL’Irlanda spiazza, l’entroterra è bello perché è rimasto naturale, puro, è così come lo immaginiamo: distese verdi e cielo azzurro. L’Irlanda come l’Islanda rimangono speciali dato che son
o quei posti che ancora non sono stati deturpati dall’uomo. Entrambe mantengono infatti ancora intatta la loro vera bellezza.

Ogni volta che vado in Islanda è come se fosse la prima, ci sono sempre paesaggi nuovi che scopro e che mi regalano nuove emozioni.

La Spagna l’ho visitata più volte, ma in quella occasione è stata la più bella. Sono andato per due giorni di fila all’aeroporto per vedere se ci fosse qualche volo low-cost. Il primo giorno ci furono solo viaggi in Italia, quindi decisi di tornare il giorno dopo nella speranza di trovare qualche località europea, e infatti fu cosi. C’erano Barcellona, Atene e Bucarest e così optai per la prima.

Nel viaggio in aereo chiesi ad uno degli steward della compagnia aerea di darmi qualche dritta su qualche itinerario da fare fuori Barcellona, visto che già avevo visitato la città, e mi disse di visitare il Monastero di Montserrat che volendo era anche raggiungibile a piedi. Accettai subito il suggerimento e appena uscito dall’aeroporto mi incamminai verso il monastero, spinto dalla curiosità e dalla mia fede religiosa. Il percorso fu suggestivo, l’antico sentiero per arrivarci era immerso nella natura e alla fine mi imbattei davanti a questa struttura portentosa situata in cima alla montagna. All’interno trovai la Moreneta, ovvero una statua che raffigura la Vergine Maria con una carnagione scura, con in braccio il Bambin Gesù. Ebbi così tanta emozione, quasi inspiegabile, che mi misi a piangere. Fu così forte dal punto di vista emotivo e spirituale che, al ritorno, Barcellona mi stufò subito, così me ne andai a casa.

Per quanto riguarda la scelta tra Nord e Sud, scelgo Roma. Amo l’Islanda, però mi risulterebbe difficile pensare di vivere là, cambiare così drasticamente gli stili di vita lo farei solo se mi portassi dietro la mia famiglia, quindi preferisco Roma, anche se c’è moltissimo da migliorare qua e prendere da esempio proprio dal Nord.

So che sei andato a vedere il MAGIC BUS, usato da Christopher McCandless, un neo laureato che alla fine degli studi, stufo di quella vita con tanto benessere e spaventato da un futuro noioso dettato dalla società, abbandona tutto e tutti per attraversare da solo gli Stati Uniti fino ad arrivare in Alaska, precisamente in questo Magic Bus. Una grande storia, ripresa nel film Into The Wild. Cosa ti sei portato per
sopravvivere in questa bellissima e tortuosa esperienza?

magic-bus-edo-sedutoChiaramente per affrontare una “sfida” del genere ci vuole grandissima organizzazione per non correre dei rischi che, effettivamente, ci sono. Dall’Italia mi sono portato solo vestiti pesanti e un sacco a pelo. In Alaska, invece, ho comprato il necessario, ovvero una tenda e le attrezzature da campeggio. Arrivato allo Stampede Trail ho lasciato la macchina e ho cominciato il mio trekking, immedesimandomi proprio in Christopher che ebbe come punto di riferimento il monte McKinley.

Hai incontrato sicuramente tante e diverse difficoltà. C’è mai stato un momento in cui ti sei detto: “ok, rinuncio e torno a casa”?

Casi estremi non ce ne sono stati. Le uniche difficoltà le ho incontrate nella gente che vive lì che mi ha messo il bastone fra le ruote a livello emotivo, dicendomi che il periodo, in quel momento per fare questo trekking, non era ideale, infatti per arrivare al Magic Busdevi attraversare una rampa di ghiaccio che si forma sopra un fiume nei mesi più freddi. Tutto questo io però lo avevo già calcolato, perché lo stesso Christopher aveva riscontrato questo problema, andando in un periodo più caldo dove il ghiaccio si era ormai sciolto. Ero lì in aprile, quando l’inverno rigido era superato e la primavera incombeva. Arrivato infatti a ridosso del fiume, trovai l’ultimo strato di ghiaccio disponibile per continuare la mia avventura.

Giunto davanti a quel mezzo, cosa hai provato?

Vari fattori mi hanno sorpreso ed emozionato all’arrivo del bus. Il primo è che, durante il tragitto, guardavo sempre in basso per la concentrazione e per la voglia di arrivare a destinazione. L’arrivo al Magic Bus non a caso fu spiazzante, perché mi si parò davanti come all’improvviso. Il secondo è che mi aspettavo qualche persona lì, visto che ormai è diventato, per tanti motivi, meta di pellegrinaggio per tanta gente. Il terzo e ultimo motivo è che mi pareva tutto irreale. Parliamoci chiaro, una cosa vista e rivista in tv, che in un certo senso ti cambia la vita e che ti appare davanti così, è qualcosa di infinitamente bello. I colori accessi del mezzo, il letto dove dormì Christopher e la Bibbia con delle frasi dedicate al figlio da parte dei genitori resteranno per sempre impresse nel mio cuore.

“Happiness is only real when shared”: la felicità è autentica solo se condivisa. Questa frase, scritta proprio da Christopher, mi sembra appropriata per l’ultimo viaggio che hai
concluso pochi giorni fa, di nuovo Islanda. Con una novità, questa volta…

Passando giorni e mesi in solitudine, è arrivato a questa massima, attraverso una specie di illuminazione giunta nel periodo più duro della sua permanenza in Alaska. C’è stata una grande novità nel mio ultimo viaggio in Islanda: ho portato altre persone che volevano contemplare con me le meraviglie di questa isola. È stato bello e divertente, soprattutto quando un ragazzo – dopo l’ennesimo panorama mozzafiato – si gira verso di me e mi dice: «A Edo, ma quando viaggi in solitaria e vedi queste cose, poi a chi c**** dici “ma quanto è bello”?». Scoppiai a ridere.islanda-edoardo

In effetti ci sono state viste spettacolari che ho vissuto da solo e le ho potute solo raccontare solo tramite il mio Blog e le mie foto ma, pensandoci bene, in un certo senso è stato meglio così. Ci sono stati, ci sono e ci saranno viaggi che vorrò godermi individualmente – come per esempio quello del Magic Bus – e viaggi, come appunto quello in Islanda, che voglio e vorrò condividere con altri. La frase di Christopher credo sia molto appropriata anche nella sfera familiare, perché condividere momenti con mio figlio o con i miei genitori è un’emozione che non ti dà nessun’altra cosa.

Per concludere: in questi viaggi hai scoperto diverse culture, diversi modi di vivere, di mangiare, ma soprattutto hai scoperto nuove cose su di te. L’avvicinamento con la natura, affrontandola da solo, ci avvicina di più a noi stessi e in questo mondo cosi globalizzato, dove tendiamo più a imitare che ad essere, può divenire un buon passo per ristabilire l’equilibrio e vivere a pieno la nostra vita. In poche parole come spiegheresti che chi vuole, può?

Il consiglio che posso dare è di uscire leggermente dagli schemi e di non pensare troppo alle azioni che che si vogliono fare. Sembra un suggerimento banale, ma alla fine è così. Raccomando sempre a tutti di partire dal gradino più basso e di proseguire poi per step. Per quanto riguarda i viaggi in solitaria, appunto, consiglierei di partire all’inizio per una grande città, anche solo per vedere com’è stare da soli e rapportarci con gente e culture nuove. Superato quel primo livello, ci si accorge pian piano delle nostre capacità e da lì si può tentare di visitare posti un po’ più “wild” come magari l’Islanda e, come hai detto tu, avvicinarci con la natura che ci può fare solo che bene. Si scoprirà, infatti, che le cose materiali, che possono essere comunque utili, non sono tutto, e ci riempiono solo il tempo. Bisogna invece, avere come obiettivo primario, scoprire cosa ci riempie il cuore.. parola di MENTE NOMADE.edo-con-zaino

MÁLAGA: UNA CITTÀ, MILLE RISORSE

Volete vivere a pieno l’atmosfera andalusa? Volete un posto dove il sole sia sempre presente? Semplice, andate a Málaga, città giovanile e moderna, piena anche di storia e arte. L’Alcazaba, la cattedrale e i vari musei capitanati dalle opere del malagueño Pablo Picasso, sono gli itinerari imperdibili per questa imperdibile metropoli.

 

PERFETTA PER L’ERASMUS…

www.telva.com - plaza de la mercedForse sono di parte – sono stato 7 mesi qui per studio, ho superato 4 esami e mi reputo abbastanza soddisfatto di questa avventura – ma posso dire che Málaga offre tutto per uno studente. Cominciamo dall’università di Teatinos, form
ata da professori efficienti e un sistema all’avanguardia, che permette allo studente di mettersi alla prova ogni settimana, con presentazioni e lavori soprattutto in gruppo, cosa che reputo fondamentale per la preparazione a un eventuale impiego lavorativo. Finito il dovere comincia il piacere, e Plaza de la Merced, già verso il pomeriggio, è affollata da studenti di ogni ceto culturale. Al calar del sole, i pub e disco-pub si accendono,  la città da luogo tranquillo e disteso, diviene un posto sorprendentemente energico, nel quale la mente si spegne e i cuori si innalzano a suon di cerveza e tapas,
ça va sans dire.

UN TRIO CHE VI FARÀ INNAMORARE

Il Mirador di Gibralfaro, la fortezza dell’Alcazaba e la Cattedrale dell’incarnazione, rappresentano il carattere di questa città e grazie a essi il vostro cuore sarà rapito dal loro fascino e dalla loro bellezza. Cominciamo dal Mirador, una sorta di scalata verso il successo, oppure un percorso a gradoni, questo dipende dai punti di vista, quello che è vero però, è che alla fine ammirerete un panorama mozzafiato, che vi regalerà una vista ampia del posto, tra cui un immenso verde, mescolato alle splendide ed eleganti costruzioni e l’azzurro del mare che rende il tutto una cornice perfetta e  romantica. Un panorama in cui si scorge la Cattedrale dell’incarnazione, detta anche “monquita”, a causa della caratteristica facciata incompiuta, un’ imperfezione che rende la struttura perfetta. A pochi metri dalla chiesa principale, precisamente sulla collina che domina la città sorge la fortezza dell’Alcazaba. Lì è situata una storia più che centenaria, dovuta dalle tante dominazioni, come quella da parte dell’Impero Arabo nel 711 D.C. e successivamente dagli eserciti cristiani guidati da Ferdinando il Cattolico nel 1487. Infatti al suo interno la residenza contiene un museo archeologico con reperti greci, romani, visigoti e oggetti  d’arte araba.

L’ELEGANZA UNITA ALL’ARTE

Málaga è la città nativa di Pablo Picasso, il pittore di fama internazionale che caratterizzò la pittura per tutto il ‘900, dando vita al cubismo. Di conseguenza non si può non andare a visitare il museo dedicato al pittore, inaugurato nel 2003, che raccoglie in esposizione circa 200 sue opere. L’arte malagueña non finisce qua, perché, in zona centrale, si trova il centro Pompidou, un grande cubo di vetro dove all’interno vengono ospitati i lavori dei pittori più noti al mondo, come Marc Chagall, Frida Kahlo e Giorgio de Chirico. Una sorta di Pompidou parigino in miniatura.

Malaga

Malaga

Foto di Wolfang Manousek, fonte: flickr

Subito dopo ci possiamo addentrare nella zona più vivace della città, la zona Muelle Uno, cioè il porto, contraddistinto da negozi, bar e vari ristoranti molto raffinati che offrono il meglio della cucina spagnola e non solo. Affianco al porto, ci imbattiamo nella spiaggia, che grazie al clima favorevole, possiamo trovarla invasa da qualche persona anche all’avvio della primavera, inevitabile è la foto da farsi fare mentre si è appoggiati  sulla scritta enorme “malagueta” proprio sopra la sabbia.

ALLEGRIA E SPENSIERATEZZA

C’è un’armonia positiva in questo posto, sicuramente influenzato dalla continua presenza del sole, ma come dobbiamo sapere la positività e la felicità sono comunque una scelta e Málaga e i suoi concittadini hanno scelto per il meglio. Con tapas, cerveza, fiesta y siesta la vita è più bella.io malaga

NORVEGIA, LA VERA CONOSCENZA

Partire, conoscere, evolversi e condividere. Queste sono le tappe che caratterizzano la nostra vita, o perlomeno dovrebbero. Chi ha la fortuna di viaggiare e di c
onoscere altri posti e altre culture, ha la possibilità anche di scegliere più vie per la sua vita, il giusto e lo sbagliato per sé stessi e per tutta la comunità. Visitando diversi luoghi si può constatare come ognuno di loro abbia la propria peculiarità e i propri difetti che rendono città e paesaggi esplora
ti decisamente “perfetti”. Un tipo di perfezione si può trovare al Nord, in una piccola e florida penisola che si chiama Scandinavia, precisamente in Norvegia.

Ogni paese, ogni nazione ha una sua storia, chi non è esperto su quella norvegese ne rimarrà stupefatto. Quando parli di questi territori pronunci la parola “vichinghi” e immagini un popolo ignorante e incivile e soprattutto alti e robusti guerrieri con delle corna sui loro elmi, che spaventarono nel medioevo quasi tutta l’Europa. Classici stereotipi. Chiaramente non erano dei santi ma nel principio furono grandi navigatori e commercianti, anche se qualche volta si lasciavano andare ai saccheggi, soprattutto nei monasteri britannici che contenevano oro e argento.

254px-Vikinghjelm,_GjermundbuUn altro errore comune sono appunto gli elmi con le corna, mai esistiti se non in qualche rituale religioso. Un ulteriore dato di fatto a loro favore è la costruzione delle navi, strette e lunghe, favorendo così grande velocità e una navigazione anche in acque molto basse, consentendo di attraccare ovunque e di conseguenza facilitare ogni tipo di commercio. Navi che, ben 500 anni prima di Colombo, hanno permesso ad un certo Leif Erikson ed ai suoi uomini di sbarcare in Nord America, precisamente tra Terranova e la Virginia, nominando quella regione Vinland, cioè terra del vino, poiché lì scoprirono per la prima volta l’uva.

Nel viaggio che ho avuto la possibilità di fare ho apprezzato e “assaggiato” l’elegante capitale Oslo, la caratteristica e calorosa Fredrikstad e l’incantevole paesaggio che offre Bergsjø.

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Oslo

Uno Stato incredibile la Norvegia, un mondo dove la natura vince anche in città, basti pensare che nella parte alta di Oslo senza alberi si potrebbe contemplare ancor di più una spettacolare vista che vede come protagonisti il mare, il porto e il centro, ma con grande rispetto verso madre terra. Nessuno di questi elementi principali infatti viene toccato o eliminato per far posto appunto all’egoismo umano. Non a caso il Premio Nobel viene assegnato in questi luoghi e non altrove.

Tra le cittadine degne di nota segnalo la piccola Fredrisktad che offre sicuramente uno stile norvegese vintage. La via principale con le sue case colorate a ridosso del fiume Glomma, il più lungo e il più importante del paese, mette infatti allegria e allo stesso tempo ti rilassa e ti fa stare subito a tuo agio, come se in quel posto ci abitassi da una vita.

Per  ultimo, ma non per merito, Bergsjø, piccolo paese formato da poche, ma bellissime case in legno e da un immenso verde di vegetazione, fermata in certi punti da coloratissimi laghi, ideale per chi ama lunghe passeggiate al fresco in estate. Inoltre è sorprendente e molto curioso, per chi viene come me da paesi come l’Italia, il loro livello di conoscenza della lingua inglese, parlata perfettamente anche dagli anziani.

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Io a Bergsjø

Sull’aereo di ritorno verso casa ho cominciato seriamente a pensare che ognuno di noi ha un posto preciso dove abitare nel mondo. Questo lo si capisce dalle sensazioni e dalle emozioni che ti lascia il posto che visiti. La gentilezza, l’ordine, la mentalità e soprattutto la calma sono sicuramente i loro punti di forza. Si percepisce all’istante la loro serenità, e non parlo di quella dal punto di vista economico, ma quella dal punto di visto emotivo. E questo perché prima della mente, usano il cuore, dando estrema importanza alla natura, simbolo e aspetto venerato per questo popolo.

Sicuramente la Norvegia è uno dei miglior posti da visitare, per chi è stufo dei soliti itinerari, e soprattutto da prendere esempio, perché molti esseri umani e molti paesi si sono scordati che non sono i padroni, ma soltanto gli ospiti di questo potenziale paradiso, chiamato mondo.

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